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Sale rosa dell’himalaya

Sale himalayano (o sale rosa dell’Himalaya) è un termine commerciale per indicare sul mercato un particolare tipo di halite (cioè salgemma) proveniente dal Pakistan. la cui commercializzazione in Occidente è un fenomeno avviato all’inizio del XXI secolo per opera di varie società operanti in Europa, Nord America e Australia.

Proprietà e benefici del sale rosa

Nonostante il nome commerciale suggerisca una relazione con l’omonima catena montuosa, il prodotto è estratto dalla miniera di sale di Khewra, che si trova su modeste alture che distano circa 300 km dall’Himalaya e si ergono sulle pianure indo-gangetiche.

Il nome alternativo, “sale rosa“, deriva dal fatto che, talvolta, il salgemma estratto dalla miniera di Khewra esibisce una colorazione rossiccio o rosa, dovuta alle impurezze che vi si trovano disperse.

Costituite soprattutto da ossido di ferro, laddove altri cristalli di sale dello stesso tipo hanno un colore con sfumature che vanno dal biancastro opaco o semi-opaco al trasparente.

Nella sua composizione predomina il cloruro di sodio, presente per circa il 95-98% del totale, una percentuale conforme alle norme che ne permettono la vendita come sale da cucina.

Sale rosa dell’Himalaya

 

Il sale rosa è caratterizzato da alcuni punti percentuali di impurità, in percentuali variabili a seconda dello strato di provenienza, con valori, a titolo di esempio, di circa il 2–3% di polialite, oltre a piccole quantità di altri minerali.

Tra le impurezze presenti in piccole quantità vi sono metalli come rame, zinco, cadmio, nichel, manganese, piombo, cobalto, tellurio, bario, alluminio.

Nella composizione, invece, non entra lo iodio, che non vi è presente nemmeno in tracce: questa assenza ne ha causato l’impossibilità di commercializzarlo in India, dove è ammessa solo la vendita di sale iodato, allo scopo di combattere la carenza di iodio nella dieta della popolazione indiana.

Il metodo di estrazione preserva una gamma un po’ più ampia di sostanze rispetto agli analoghi prodotti estrattivi dell’Europa centrale.

Sale rosa: tutta pubblicità?

Tuttavia, nonostante il marketing pubblicitario affermi la presenza di 84 elementi chimici, analisi di laboratorio hanno rivelato che le ulteriori sostanze rispetto al cloruro sodico sono in novero ben inferiore alle 84 pubblicizzate (ad esempio, ne sono state trovate 8 con analisi compiute nel 2003, secondo l’Ufficio di stato per la Salute e la sicurezza alimentare della Baviera).

Grandi blocchi, scavati in Europa e in Asia, vengono usati per costruire delle “lampade di sale“: il grosso cristallo, spesso colorato, viene perforato, scavato, e sagomato; in una cavità interna viene posta una candela o una lampadina a incandescenza, al fine di ottenere una caratteristica illuminazione, dovuta alla colorazione e alle proprietà ottiche del cristallo, con rifrazioni e assorbimento della luce che lo attraversa, che lo rendono utilizzabile come luce notturna o per morbide e diffuse illuminazioni ambientali.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Sale_himalayano

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